Il canto vuole essere luce Visualizza ingrandito

Il canto vuole essere luce

9788855352376

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Leggendo Federico García Lorca

A cura di Lorenzo Spurio

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48 Articoli

18,00 € tasse incl.

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Federico García Lorca (Fuente Vaqueros, 1898 – Víznar, 1936) poeta, drammaturgo, conferenziere, regista e sceneggiatore, musicista e disegnatore è considerato, assieme a Gustavo Adolfo Bécquer, Pablo Neruda, Rafael Alberti e Juan Ramón Jiménez, uno dei maggiori intellettuali della letteratura spagnola e mondiale. Visse l’infanzia in un ambiente incontaminato, quello della provincia Granadina, a contatto con la natura e a colloquio con le acque sorgive (Darro e Genil), forgiato dall’importante dimensione della musica, del canto e del sapere popolare (flamenco) che tanto lasceranno traccia nella sua prima produzione poetica. Frequentò la Residencia de Estudiantes di Madrid dove entrò in contatto con molti esponenti della cultura mondiale, tra cui Salvador Dalí e i poeti che costituiranno la Generazione del ‘27 di cui fece parte e alla quale spesso ci si riferisce anche come Generazione di Guillén-Lorca, proprio per la centralità della sua presenza. Negli anni Venti fu vicino all’avanguardia e in parte suggestionato dal surrealismo e dall’ultraismo (l’amicizia con Guillermo de Torre e l’ampio carteggio tra i due lo testimoniano) ma non vi aderì mai. Grande catalizzatore di cultura e dotato – a detta di coetanei e di frequentatori – di contagioso entusiasmo, convisse per tutta la vita con una profonda angoscia interiore causata dalla sua condizione di omosessualità; tale ossessione amorosa – presente nell’opera poetica e drammaturgica – venne acuita dal clima illiberale di pregiudizi e violenze morali della società bigotta della Spagna del periodo. Provvidenziale sembrò rivelarsi il viaggio americano nel 1929-1930 (New York e L’Avana) che gli diede la possibilità di fuoriuscire dalla cappa stantia e retrograda di quella società e di ampliare le sue vedute e, ancor più, perché lo rese economicamente indipendente, il viaggio e le conferenze che tenne nel 1933-1934 in Argentina e Uruguay. Fondatore, assieme a Eduardo Ugarte, del progetto di teatro al aire libre “La Barraca” col quale portò, in numerosi villaggi di campagna, la rappresentazione di opere del Siglo de Oro permettendo un fenomeno di diffusione della cultura e di partecipazione forse mai raggiunto prima. Per la poesia scrisse Impresiones y paisajes (1918)*, Libro de poemas (1921), Poema del cante jondo (1921), Romancero gitano (1928), Poeta en Nueva York (1930), Llanto por Ignacio Sánchez Mejías (1935), Seis poemas galegos (1935), Diván del Tamarit (1936), Sonetos del amor oscuro (1936). Per il teatro scrisse El maleficio de la mariposa (1921), Mariana Pineda (1927), La zapatera prodigiosa (1930), Retabillo de Don Cristóbal (1930), El Público (1930), Así que pasen cinco años (1931), Amor de don Perlimplín con Belisa en su jardín (1933), Bodas de sangre (1933), Yerma (1934), Doña Rosita la soltera o el lenguaje de las flores (1935), La casa de Bernarda Alba (1936), Comedia sin título (1936, incompleta), Los sueños de mi prima Aurelia (1936, incompleta) e la sceneggiatura Viaje a la luna (1930). Inviso ai nazionalisti che lo consideravano una spia russa, sebbene mai avesse aderito al partito comunista limitandosi a sottoscrivere tutti quei manifesti programmatici di denuncia contro dittature europee e non e di negazione dei diritti inviolabili dell’uomo, venne fucilato dai franchisti all’alba dei conflitti civili (1936-1939) che avrebbero condotto all’istaurazione della dittatura franchista (1939 - 1975). Tra i suoi maggiori amici e sostenitori figurarono Fernando de los Ríos (ideologo del PSOE, partito socialista spagnolo, e Ministro dell’Istruzione della Repubblica sotto il governo di Manuel Azaña), Manuel de Falla (il celebre compositore col quale organizzò nel 1922 il festival della Fiesta del Cante jondo), i poeti Antonio Machado, Pablo Neruda, Luis Cernuda e Vicente Aleixandre, il pittore surrealista Salvador Dalí (col quale trascorse molto tempo nella sua casa a Cadaqués in Costa Brava sebbene i loro rapporti furono altalenanti), Margarita Xirgu (l’attrice catalana interprete dei suoi maggiori personaggi drammatici), Ignacio Sánchez Mejías (torero e mecenate culturale al quale dedicò il noto Llanto all’atto della sua caduta sull’arena), Pablo Suero (giornalista naturalizzato argentino che molto parlò della sua opera e presenza nel continente sudamericano su riviste e alla radio) e tantissimi altri – di Spagna e altrove – che qui sarebbe impossibile citare. Per una bibliografia esaustiva sulla vita e l’opera del Poeta si rimanda ai volumi dell’irlandese Ian Gibson (tradotti anche in italiano), considerato ad oggi il suo maggior biografo vivente.

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