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di Marino Santinelli
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Parole in movimento
di Marino Santinelli
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Sono racconti brevi, alcuni brevissimi; short stories come direbbero gli americani. Storie tragicomiche, surreali, talvolta paradossali, all’interno delle quali emergono disagi personali, crisi d’identità o lotta individuale e collettiva contro una società frettolosamente occupata e votata all’annientamento dell’uomo. Racconti di solitudine e allegria, personaggi ombrosi e buffi, donne e uomini costantemente alla ricerca della libertà o di un loro posto nell’universo. È una scrittura sincopata, jezzata, non c’è un fermoimmagine di parole ma un continuo e accelerato mutamento di emozioni altalenanti e di situazioni che cambiano improvvisamente da una riga all’altra inseguendo un ritmo aritmico.
Parole in movimento
Leggendo queste parole in viaggio sono tornato ai libri che mi hanno aiutato a crescere "on the Road". Complimenti Marino, ti auguro una buona dose di serenità.
Da leggere!!!
Quando ho letto Parole in movimento, non mi aspettavo una raccolta così viva e pieno di ritmo. Si tratta di racconti molto brevi ma che hanno tutti un’energia propria, un movimento interiore che li rende più simili a frammenti di musica che a storie canoniche.
I personaggi sono spesso strani, surreali, al confine tra realtà e sogno: vivono crisi d’identità, si confrontano con la solitudine o con una società che sembra devota all’omologazione.
La scrittura non è né triste né malinconica, infatti in molti racconti troviamo un pizzico di comicità e un umorismo tragicomico, che permette di sorridere anche quando la riflessione è profonda.
Un aspetto che mi ha colpito particolarmente è il ritmo: la prosa è sincopata, “jazzata”, come dice la descrizione stessa.
Non ci sono pause prevedibili, nessun fermo-immagine; le emozioni cambiano costantemente, i toni passano velocemente da un momento all’altro, e ti sembra di ascoltare musica più che di leggere pagine di carta.
La raccolta è anche molto attuale infatti Marino Santinelli sembra riflettere su una società sempre indaffarata dove c’è una profonda tensione individuale ma anche collettiva.
Durante la presentazione del libro è emersa una forte partecipazione emotiva e la musica dal vivo ha accompagnato le letture, il che rende ancora più chiaro come questi scritti abbiano una dimensione quasi performativa.
Da leggere!!!
Parole in movimento
A Napoli è attualmente in corso una mostra dedicata a Totò; titolo: "Uno, nessuno e centomila Totò". Beh, lasciatemi dire: "Uno, nessuno e centomila Santinelli". C'è, tra questi centomila, il buffone Drollig, che si scompiscia e ci fa scompisciare e alluvionare dalle risa; viscerali e vorticose le risa, nella fiumana di "parole in movimento" e cioè monologhi comunicanti di uno, nessuno e centomila individui atomizzati ma non arresi al maelstrom di una folla solitaria che, tra "acceso" e "spento", rischia ormai di non capir più nulla. Ed ecco: il Drollig – tonto e finto tonto – capisce di non capire e lancia un grido che con Gloria Gaynor è infine un canto: "I will survive": la morte c'ha a trovar vivi, ovvero: ti sopravviverò, dannata sfiga!... Ora, in chiusura, fa d'uopo scialare a la Céline – nonchè alla Santinelli – coi puntini... Uno, nessuno e centomila... c'è da perdersi, ma... fidatevi: è un bel perdersi.
Parole in movimento
Sei la dimostrazione del classico m
Sei il nostro Pirandello della Tuscia ,complimenti
L'uomo che salta e vince sui vetri (citando una vecchia canzone)
"Parole in movimento", probabilmente mai titolo è stato più azzeccato. L'autore, infatti, ha piena padronanza delle parole, con le quali si diverte a giocare, senza però mai perdere di vista l'obiettivo. Quelli che, a una prima, superficiale lettura possono sembrare dei semplici racconti non-sense, sono in realtà molto più di questo. Perché niente è lasciato al caso. Basti pensare alla "città di Fantasma", dove esercita la professione il medico "Tisalvosemiva " e da dove trasmette l'emittente "Salviamoilmondo", o al "professor Belloni," primario di chirurgia plastica presso la clinica "Ti faccio come vuoi", o all'esilarante comico "Drolling", o ancora al povero, sfortunato "Felice l'Infelice". Attraverso l'ironia e il paradosso, Santinelli denuncia l'omologazione, il branco ed esalta la diversità, l'eccentricità, la stramberia. Emblematica, in questo senso, è la palestra, metafora della vita, dove tutti devono danzare alla stessa musica, muovere gli stessi passi e da dove le emozioni sono bandite. Ma nell'angolo in fondo, due ragazzi ballano appassionatamente e, al contempo, delicatamente, un tango e sono gli unici, in quella stanza, a essere veramente felici. In questo universo fantasmagorico, fatto di luoghi, personaggi e situazioni improbabili, gli ultimi diventano i primi, i veri protagosti di un mondo fatto di (citando una vecchia canzone) "pazzi sprassolati un poco scemi".
Prima e ultima
Detto in poche parole: 72 racconti fondati sull’assurdo, sul non-sense, vale a dire sul discorso comune e quotidiano. Un libro attuale, dunque, visto che oggi si discorre quasi soltanto per assurdi. Però non so come recensirlo perché – avendo commentato centinaia di libri – mi sono stancato di usare sempre gli stessi parametri (di cosa si tratta? cosa contiene? che tasso di qualità possiede?).
E così, negli ultimi tempi, ho assunto angoli diversi per recensire. Per questo libro ho deciso di usare un metodo che ho sognato ieri notte: giudicare se mi piace in base alla sua prima e ultima parola. Le cerco e sono “buongiorno” e “indifferenza”: se le unisco (“buongiorno indifferenza”) l’effetto mi convince. Sono infatti compiaciuto di salutare con un buongiorno l’indifferenza, molto meglio che scandire “buondì apatia”, oppure “arrivederci freddezza”, oppure ancora “buongiorno noncuranza”. Da questo punto di vista l’autore è stato bravo: ha scelto bene quelle due parole per presentarsi all’incontro col mio nuovo criterio recensivo.
Potrebbe sembrare un metodo di giudizio assurdo, ma essendo appunto assurdi tutti questi racconti, perché non posso esserlo io? Forse che il lettore deve subire l’assurdità dell’autore senza rispondergli per le rime? Proprio no, anche perché è il tocco illogico a fare la bellezza del libro, col quale mi sono divertito, e se mi diverto io è quasi certo che si possa divertire qualcun altro.
Tutto bene allora? nessun difetto? No: un difetto c’è, e anche grave: tutti i racconti si stendono su due facciate, eccetto 7 che sono distesi su tre facciate. Ebbene, quei 7 creano nel libro un po’ di scompiglio, e per punizione sono stati gli ultimi che ho letto. Uno dirà: hai letto apposta quei 7 alla fine? Esatto: io non parlo solo per assurdi, leggo anche in maniera assurda. E ciò detto chiudo e me ne vado a dormire sperando di sognare altri metodi di recensione da usare domani.
Cerca te stesso
Leggere e rileggere i racconti di Marino Santinelli, raccolti in "Parole e movimento", è impossibile - almeno per me - non avere la sensazione di volare a folle sulle montagne russe! Lo stile di Marino è un vulcano in eruzione, uno tsunami di immagini emotive e non riesci a interromperne la rapidità della sequenza se non arrivi alla fine. Ci si trova a precipitare nelle "discese ardite" e rallentare "nelle risalite" (tanto per rifare il verso a Mogol-Battisti), ma c'è un'importante differenza: giù non trovi il deserto. Al termine della storia rimani attonito, hai bisogno di riflettere, stupore e perplessità: di fronte a te trovi te stesso e allora ecco il risveglio: d'un tratto ci si rende conto di essere "tutti troppo presi nell'incondizionato istinto di sopravvivere a una realtà utopica!" (da BUCK "Parole in movimento", p. 83). Grazie Marino!
Fedeli a se stessi, nonostante tutto
I racconti di questo libro visionario ti proiettano in un microcosmo popolato da personaggi e situazioni assurdamente quotidiane. I protagonisti, perfettamente tondi nella loro unicità, si trovano a dover entrare a forza in quadrati predeterminati della società distorta in cui vivono, ma non si piegano mai, continuando a vivere della loro perfetta imperfezione. Questo libro è un manifesto di resistenza emotiva e intellettuale, un monito a rimanere sempre se stessi, nonostante tutto.
Parole in movimento
Ottimo libro scritto con molta semplicità,si capisce benissimo
In viaggio con Santinelli
Ho da qualche giorno terminato la lettura di "Parole in movimento". Un viaggio tra i racconti dove a volte mi sono perso, per poi ritrovarmi dopo una lettura più approfondita. Posti assurdi, nomi sconosciuti, ma sensazioni comuni.
Ah, la postfazione di Albani è geniale, perché geniali sono i racconti di Santinelli. Complimenti all'autore, ma anche all'editore che mi ha permesso di apprezzarlo.
