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I fabbricanti di crudeltà

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16,00 € sis. alv

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2023-02-04

Perché a distanza di tanti anni ancora oggi c’è chi nega la veri

Non è facile trovare lo spirito giusto per affrontare un libro che racconta di campi di sterminio, di forni crematori, di sofferenze atroci, di umiliazioni e di sopravvissuti segnati nell’anima e nel corpo. Si rischia di essere trascinati in un dolore che annienta e ammutolisce ma questo invece non deve succedere perché sarebbe l’ennesimo affronto rivolto a quei martiri che hanno subito la malvagità e la crudeltà dei nazifascisti. Obbligo morale di tutti noi, fortunati e liberi di scegliere il nostro credo, è quello di far sì che le voci dei pochi sopravvissuti arrivino fino alle nuove generazioni affinché queste si adoperino a far in modo che crudeltà del genere non vengano mai più attuate contro coloro che consideriamo diversi per idee politiche o religiose, per cultura o preferenze sessuali o addirittura per malformazioni fisiche.
Ancora oggi ci sono “campi di tortura” pronti a distruggere i più deboli, quelli considerati diversi.
Scopo dell’autore è proprio quello di far arrivare al cuore dei più giovani il racconto di alcuni sopravvissuti che hanno accettato di essere intervistati.
Non abbiamo molto tempo. Le voci dei pochi che si sono salvati, fra qualche anno, per ragioni anagrafiche si spegneranno, ma il loro racconto dovrà restare per sempre a testimonianza di quanto vissuto.
I giovani devono diventare i futuri custodi di queste storie affinché quello che è avvenuto non accada mai più, affinché non succeda più a nessuno di addormentarsi bambino e di svegliarsi perseguitato o deportato.
I fabbricanti di crudeltà è nato con lo scopo di contribuire a creare un futuro migliore e di sensibilizzare al rispetto di qualsiasi forma di diversità.
L’autore ha raccolto le seguenti testimonianze:
Edith Bruck sopravvissuta grazie a delle “luci” che le hanno dato la forza di resistere e di sfuggire alle atrocità che le venivano inflitte dai suoi aguzzini. La signora ha raccolto la disperata richiesta di tanti che non ce l’hanno fatta e che le chiedevano: “se sopravvivi, racconta anche per noi”.
Marina Rosati, responsabile del Museo della Memoria di Assisi ha raccolto materiale storico a sostegno delle testimonianze orali.
Ad Assisi furono salvati 300 ebrei. A testimonianza di ciò sono stati trovati dei documenti riportanti i nomi delle famiglie ebree e come sono stati cambiati i loro cognomi. Nel monastero di San Quirico è stato trovato un libro della Badessa che ha annotato in ordine cronologico l’arrivo di tanti ebrei.
Emanuele Di Porto – 90anni – all’epoca dei fatti aveva 12 anni. Sopravvissuto al rastrellamento del 16 ottobre 1943 grazie alla mamma che lo ha buttato giù dal camion tedesco e a tranvieri romani che a turno lo hanno nutrito e nascosto sui tram per alcuni giorni. Il 16 ottobre 1943 a Roma furono arrestati e portati nei campi di sterminio in Germania 1022 ebrei. Di questi ne tornarono solo 16 di cui 15 uomini e 1 donna.
Amedeo Osti Guerrazzi esperto studioso, ha delineato il contesto storico ed il suo significato, ha riferito di diritti negati, di negozi chiusi, del trauma dei militari che dopo aver combattuto per lo Stato e per il Regno d’Italia e che avevano rischiato la loro vita per il Re, vengono cacciati dall’esercito per ordine dello stesso Re. Molti ebrei sono stati denunciati da vicini e parenti spie. I cittadini italiani di religione ebraica avevano un valore: i bambini valevano 1500 Lire, le donne 3.000 e gli uomini 5.000.
Le leggi razziali del 1938 in Italia non furono emanate per richiesta nazista. All’epoca e fino al settembre 1943 il Fuhrer non aveva alcun potere sull’Italia.
In Italia le Leggi razziali furono fatte da Mussolini di sua spontanea volontà per opportunità politica e firmate da Re Vittorio Emanuele III.
La conferenza di Mosca di ottobre-novembre 1943 prevedeva il processo ai nazisti nei territori dove avevano commesso delitti. Purtroppo, pochissimi criminali di guerra italiani sono stati processati. Molti sono riusciti a fuggire e a tornare in Italia, che ha rifiutato l’estradizione perché imbarazzante e sconveniente per un paese che cercava di accattivarsi gli alleati.
Attilio Lattes guida volontaria della Fondazione e testimone attivo presso tante scuole d’Italia all’epoca dei fatti aveva 2 anni. Racconta che i tedeschi obbligarono la mamma a spogliarlo in pubblico per verificare se fosse circonciso. Si salvarono soltanto grazie ad un certificato medico falso. Salvato dal rastrellamento grazie all’aiuto del portiere che ha fatto fuggire lui e i genitori attraverso le fogne.
Mirella Stanzione (94 anni) e la figlia Ambra Laurenzi, presidente del comitato internazionale di Ravensbruck e membro dell’associazione nazionale ex deportati ANED – testimoniano che la signora Mirella e la mamma Nina Tantini furono arrestate il 2 luglio 1944 perché denunciate di essere parenti di un partigiano.
Mirella racconta di umiliazioni, di come sono state costrette sui vagoni-bestiame a fare i bisogni in un unico secchio, davanti agli occhi di tutti. Nel lager a Ravensbruck sono state obbligate a denudarsi completamente davanti ai soldati, in un’epoca in cui in casa non si denudavano neppure davanti alle mamme. Hanno patito la fame, il freddo, i lavori forzati, le botte delle kapò. A Ravensbruck c’era la scuola di addestramento delle aufseherinnen che venivano istruite ad essere dure.
Sono riuscite a fuggire dal campo di concentramento, ma una volta tornate a casa hanno trovato l’indifferenza più assoluta. Nessuno le voleva ascoltare.
Durante le notti del 19 e 20 giugno 1944 un sacerdote, don Ottavio Posta insieme a 15 pescatori ha liberato 22 ebrei reclusi nel Castello Guglielmi di Isola Maggiore che stavano per essere trasferiti nei campi di concentramento. Purtroppo, nessuno dei 15 pescatori è ancora in vita. È stata conservata fortunatamente un’intervista rilasciata da Agostino Piazzesi, uno dei valorosi pescatori a cui nel 2011 fu conferito il titolo di Cavaliere della Repubblica. Mori nel 2012 all’età di 87 anni. Nel 2011 a don Ottavio Posta fu riconosciuto il titolo di Giusto fra le Nazioni dallo stato di Israele.
I fabbricanti di crudeltà porta a soffermarsi molto fra le righe in quanto troppe domande nascono spontanee…e quella ricorrente è “perché ??” da dove nasce tanta cattiveria, tanto bisogno di distruggere ? come si fa ad essere così crudeli? E dove si trova la forza di sopportare tante umiliazioni, tanto dolore, tanto freddo? Perché quei poveri sopravvissuti non venivano creduti e venivano addirittura tacciati di essere esagerati?
E perché a distanza di tanti anni ancora oggi c’è chi nega la verità?

Kirjoita arvostelu!

Kirjoita arvostelu

I fabbricanti di crudeltà

I fabbricanti di crudeltà